Livatino, il giudice Beato

Data: 09/05/2021

di Valeria Iannuzzo

Gli studenti del “Roncalli” si uniscono alle celebrazioni per la beatificazione del Giudice Ragazzino

Rosario Livatino è il primo magistrato beato nella storia della Chiesa Cattolica. Giovane, giovanissimo, ad appena 38 anni, ma con già 12 anni di servizio, il giudice Livatino, conosciuto come il giudice ragazzino, è stato freddato da quattro killer della “Stidda”, il 21 settembre del 1990.
Sono trascorsi 31 anni da quel fatidico giorno, ma per tutti i siciliani e per gli agrigentini in special modo è come se quell’efferato omicidio fosse avvenuto ieri.
Ne hanno memoria gli anziani, ne hanno memoria gli adulti, ne hanno memoria i giovani.
Livatino aveva fatto voto di “camminare sempre sotto lo sguardo del Signore” e la sua fine ne è concreta prova. La sua corsa disperata tra l’erba e i sassi della scarpata sotto il viadotto Gasena, sulla statale Canicattì – Agrigento, è stata impressa dal regista Alessandro Di Robilant per dare vita ad una pellicola cinematografica che ne racconta la carriera e le vicende.
E sono proprio i giovani, i nostri studenti, che nelle ultime settimane attraverso i libri scritti per raccontare la sua memoria, i documentari realizzati per argomentare la sua opera, i film girati per raggiungere il grande pubblico, ad unirsi alle celebrazioni per la beatificazione di un uomo ucciso durante una lotta contro la criminalità organizzata.
Gli studenti della scuola secondaria del “Roncalli” non potevano rimanere indifferenti alle grida di un giovane che chiede ai suoi killer “Picciotti, che cosa vi ho fatto?”. Non potevano non innamorarsi di un uomo che rinuncia consapevolmente alla scorta per non mettere in pericolo la vita di altri uomini. Non potevano rimanere indifferenti nello scoprire che un uomo alto appena un metro e sessanta ha usato la fede per combattere la criminalità organizzata.
La reliquia del giudice, una camicia azzurra squarciata dai proiettili e intrisa di sangue, rimarrà nitidamente scolpita nella memoria dei nostri studenti, che hanno avuto il privilegio di incontrare, seppur attraverso le narrazioni, un uomo umile, uno scrupoloso servitore della legge, un figlio devoto, un credente che sentiva forte il bisogno di recarsi in chiesa ogni mattina, prima di affrontare la sua giornata di lavoro sicuramente pesante e carica di responsabilità.
Ecco, quest’anno il progetto Legalità, al “Roncalli” di Grotte ha avuto un grande protagonista, un giudice ragazzino, diventato beato.
A Rosario Livatino e alle tante vittime della mafia gli studenti hanno dedicato un video per non dimenticare.